Quando il dolore dura più di tre mesi, spesso non dipende più solo da un danno ai tessuti: il sistema nervoso è diventato più sensibile, e sonno, stress e paura del movimento possono amplificarlo. Il tuo dolore è reale. Con ascolto, educazione ed esercizio graduale ti aiutiamo a ridurlo e a tornare a fare ciò che conta per te.
Qui di seguito trovi le situazioni con cui ci confrontiamo più spesso.
Fonti: IASP, definizione rivista di dolore, 2020 · Geneen et al., panoramica Cochrane su attività fisica ed esercizio nel dolore cronico, 2017
Contatta subito il medico se, insieme al dolore, hai:
Contenuto curato da Luca Barbisan, fisioterapista OMT · Aggiornato a ottobre 2026
Spesso i trattamenti precedenti si sono concentrati sul punto che fa male. Nel dolore persistente serve anche capire il dolore, riprendere il movimento poco alla volta e lavorare su sonno e abitudini. Non promettiamo miracoli, ma un percorso concreto e condiviso.
A volte sì, a volte si riduce molto. L'obiettivo principale è che il dolore non decida più per te: tornare a lavorare, camminare, fare sport o stare con le persone a cui tieni.
Di solito qualche mese, con sedute più frequenti all'inizio e poi più distanziate, mentre diventi sempre più autonomo.
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